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Prima Pagina è un servizio di Albaria per evidenziare alcuni avvenimenti che corredati da immagini fotografiche potranno essere in seguito pubblicati anche sulla rivista Albaria Magazine

 

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Albaria Magazine
Pubblicazione iscritta il 26/03/1983 al n.10 del Registro della Stampa presso il Tribunale di Palermo Direttore:
Vincenzo Baglione
Tutti i diritti sono riservati
E-mail: albaria@tin.it

 

Arte in Sicilia:

mdupong.jpg (12970 byte)L'universo fantastico di Monique Dupong

Osservare un’opera di Monique Dupong é come ripercorrere mentalmente alcune fiabe di
Andersen in cui un oggetto, viaggiando di mano in mano
e passando di avventura in avventura, arrivato al punto in cui la sua vita sembra finita, viene raccolto e utilizzato
nel miglior modo possibile da chi ha un animo sensibile.


Di Vinny Scorsone

dupong2.jpg (7910 byte)E’ questo il principio di base che accumuna strutturalmente le opere di quest’artista.
Difatti conchiglie, legnetti, cladodi di fico d’india essiccati, ricci, alghe, scope di mare, sassi e tutto quello che il mare ha inglobato nel tempo nel suo immenso ventre e sapientemente lavorato, per poi restituirlo sulle spiagge, viene raccolto da Monique, osservato e assemblato, determinando la creazione di un universo fantastico.
Nascono così l’equilibrista, l’incantatore di serpenti, bambine, cavalieri su improbabili uccelli, scarpe e altro ancora.
Guardando questi strani esseri si ha l’impressione che in effetti quella sia la loro forma originaria.
Un popolo del mare che sembra derivare dalla fantasia di Tim Burton e dal magico mondo dei folletti europei. Ma se la maggior parte degli esseri fantastici é maligna, le creature di Monique sono simpatiche e sprizzano una grande allegria.
Chi ha detto che l’arte deve essere cupa, angosciosa e trasmettere chissà quale tipo di messaggio? L’arte può anche essere una ventata di aria fresca, un inno alla gioia condito con un grande senso di umorismo ed ironia.

Ma l’opera della Dupong non si ferma a questo. Creato tridimensionalmente il personaggio scatta la seconda operazione: la trasposizione su un piano bidimensionale. Normalmente é esattamente il contrario, ma in questo caso l’essere realizzato con i legnetti viene dipinto su un foglio di carta, assumendo la leggerezza e il fascino dell’illustrazione fiabesca. Ciò che é precario si trasforma in una composizione di linee fatta per durare nel tempo; singoli personaggi, ognuno pronto a narrere la propria storia e a guidarci nel paese da cui proviene, destinati a non incontrarsi mai.
Vedere tutto insieme il popolo del mare, fermo con gli occhi scintillanti e così saturo di vita ci fa pensare a una fiaba in cui, quando tutti dormono gli essere inanimati si animano e gridano: “ non é vero che ci hanno creati, noi siamo sempre stati così. Il dio mare ci ha punito per colpe commesse e ci ha fatto a pezzi scaraventandoci sulla spiaggia, dove una nostra amica ci ha ridato la vita”.
Quello che era nato come un gioco per Monique da fare con le sue figlie in riva al mare é diventato una missione per il recupero del popolo del mare.

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Monique Dupong
Di Vincenzo Lombardo

Cefalù - Non vi stupite se nelle glaciali giornate invernali, volgendo lo sguardo verso il mare vedete, sulla grande distesa di sabbia, ancora bagnata dall’ultimo temporale, una giovane donna intenta a raccogliere piccoli oggetti depositati dalla natura.
È Monique Dupong, artista contemporanea, 42 anni, lussemburghese di nascita ma italiana d’adozione. Vive da cinque anni a Campofelice di Roccella, a 15 km da Cefalù e a 55km da Palermo.
In Sicilia è arrivata dopo un periodo di tempo trascorso in Francia e poi a Napoli.
“Durante l’inverno”, dice Monique Dupong “faccio lunghe passeggiate sulle spiagge e raccolgo piccoli oggetti della natura, come legnetti portati a riva dalle onde del mare, alghe o conchiglie che utilizzo per fare delle maquettes ovvero bozzetti, plastici o modellini. Perciò la mia arte è definita maquettes. Non costa molto ma occorre molta fantasia e in giro per l’Europa è raro trovare chi realizzi le stesse opere”.
Come nasce questa passione e questa espressione artistica?
“Probabilmente è nata durante un viaggio in Francia. A Parigi ho visto un’esposizione di alcune radici di alberi che potevano raffigurare diverse cose e che erano state messe sui piedistalli senza lavorazioni particolari. Per la verità all’inizio dipingevo alcune composizioni fatte con i sassi, poi ho cominciato a raccogliere gli oggetti della natura plasmati dal tempo. Le mie figure richiedono giornate di impegno e di lavoro, per fare “l’equilibrista” ho impiegato una settimana. Poi utilizzo gli stessi lavori per fare dei disegni su tela. Ma la maquette ha un fascino diverso. Se vengo colpita da qualcosa che ho visto faccio galoppare la mia fantasia, torno a casa e, attraverso la composizione degli oggetti, cerco di dare attenzione al mio pensiero, alle mie aspirazioni.”
L’artista della maquette ha già ottenuto consensi nelle recenti esposizioni fatte a Cefalù e a Campofelice suscitando l’interesse della stampa.
“Il mio prossimo appuntamento con il pubblico è a marzo, a Villa Niscemi, nella sede di rappresentanza del Comune di Palermo, dove esporrò quindici tele e altrettante maquettes. Poi sarà la volta di Verona dove parteciperò ad una rassegna dedicata alle donne artiste”.