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ISOLA D’ELBA:Nei fondali della
terza isola d’Italia

di Giancarlo Somà

Per estensione, l’Elba è la terza isola italiana e la più grande dell’arcipelago Toscano.
Nonostante il perimetro delle sue coste misuri appena 147 chilometri, l’isola offre una moltitudine di paesaggi: romantici borghi di pescatori, paesini arroccati, antichi castelli, verdi vallate e incantevoli golfi che si alternano a splendide spiagge di sabbia e ghiaia.
In pochi minuti si può passare dal massiccio granitico del Monte Capanna con oltre mille metri di altezza alle ripide scogliere che sprofondano a picco nel mare cristallino.


E proprio i fondali intorno a quest’isola regalano emozioni a non finire: secche, franate, grotte e relitti ospitano una miriade di forme di vita: qui si può incontrare quasi tutta la flora e la fauna presente nel Mediterraneo.
I punti di immersione (sono circa quaranta quelli “ufficiali”) si sviluppano intorno a tutta l’isola, anche se la maggior parte di essi sono sulla costa sud e su quella sud-est, in particolare dal paesino di Pomonte a Capo Calvo.
Andando da ovest verso est il nostri itinerario inizia da Pomonte, dove si trova il relitto di un bastimento, affondato circa venticinque anni fa, ad una profondità massima di 13 metri, che rende l’immersione facile anche per i meno esperti; è possibile addentrarsi nello scafo, visitare la sala macchine, per poi raggiungere il ponte di comando, le cabine e osservare attraverso gli oblò la cucina.
Subito dopo incontriamo Punta Fetovaia, con la spiaggia omonima, una delle più belle dell’isola, dove si entra in acqua seguendo una franata. Dal fondale si elevano grossi monoliti ricoperti di belle gorgonie e, dopo aver nuotato sopra una enorme distesa di posedonia con la presenza di numerose pinna nobilis, incontriamo nuovamente alte rocce ricoperte di gorgonie, spugne, paramuricee ed una elevata presenza di nudibranchi, in particolare le Flabelline affinis.
All’Isola d’Elba c’è la possibilità di fare un’immersione e visitare la statua della Madonna: conosciuta con il nome di ”scoglio della Triglia”, dallo scoglio omonimo, vicino al quale si getta l’ancora per poi immergersi, dove si raggiunge la profondità massima di 25 metri e con la presenza di numerosi saraghi, occhiate, polpi, aragoste. Ê un luogo, caratterizzato da pareti colorate e ricche di parazoanthus, che diventa molto suggestivo visitarlo in “notturna”.
Un po’ più distante dalla costa, si trova un altro luogo sommerso, denominato ”Picchi della Triglia”, su un pinnacolo che si erge dal fondo, a meno 45 metri e per circa una dozzina di metri, ricchissimo di parazoanthus la maggior parte con tentacoli aperti, nudibranchi e, attaccati ai resti di una rete, alcune uova di gattuccio, da una delle quali in trasparenza si può già intravedere il futuro abitante del mare.
Capo di Fonza, insieme a Capo Stella segnano le due estremità del Golfo di Lacona, uno dei centri turistici più attrezzati dell’isola, dove sono previsti altri due percorsi subacquei, tra i più belli dell’Isola: la ”Secca di Fonza”, dal nome dell’omonimo capo, e le ”coralline”, facilmente riconoscibili per via di uno scoglio affiorante che fa ricordare i reef maldiviani o del Mar Rosso. Anche in virtù del nome si può subito immaginare quale sia la caratteristica di questi fondali: la massiccia presenza di corallum rubrum, o corallo rosso. Durante i briefing gli accompagnatori anticipano sempre lo spettacolo straordinario che offrono questi fondali ma le descrizioni, anche se molto precise ed accurate, non sono sicuramente sufficienti per riuscire ad immaginare quello che in realtà si può ammirare: pareti ricche di corallo, di parazoanthus, di leptopsammia, con distese di gorgonie sia gialle che rosse a fare da cornice all’ingresso della grotta, oltre ad una sempre abbondante presenza di fauna.
Frequenti risultano alcuni particolari incontri: come quello di un grongo e una murena insieme in una tana, in compagnia di due gamberetti attentissimi che il loro territorio non venisse invaso. Speriamo che nessun comportamento sconsiderato possa pregiudicare la conservazione di questi emozionanti “spettacoli” ancora ammirabili da tutti.
Ancora più ad est, di fronte a Capo Stella, si trova la zona ”Corbella”, nei pressi dell’isolotto omonimo, dove sul fondale di circa 40 metri si elevano enormi distese di paramuricee rosse, con “nuvole” di anthias-anthias a far cornice, e una discreta presenza di corallo rosso fra le spaccature di un fondale roccioso, il tutto vivacizzato da aragoste, saraghi, occhiate e dentici. In risalita poi una sorpresa: è stato istallata, a meno 20 metri, la statuetta di un orsacchiotto con alla base una targa: Berlino 1435, indica la distanza che separa la città tedesca da questa magnifica isola.
Vicino alle isole Gemini: la ”Focacciola”, che con la sua profondità massima di meno 25 metri è accessibile a tutti, ed è particolarmente interessante per foto e video subacquei grazie ai giochi di luce creati da canyons e crepacci, ricchi di falso corallo, parazoanthus e spugne multicolore.
Superata Punta Calamita, presso lo Scoglio Remaiolo, immersione profonda intorno ai 45 metri, ma che ripaga con la presenza di una distesa di gorgonie indimenticabile e bellissimi ricci di prateria.
Non molto lontano dallo Scoglio Remaiolo, di fronte a Capo Turco, dove sul fondo di una lunga spaccatura, (meno 40 metri circa) popolata da spigole, mustelle, aragoste, si ergono numerosissime ed enormi pinna nobilis, splendidi spirografi, anemoni e osservando con attenzione non mancano i nudibranchi, le solite Flabelline rosa e anche un bell’esemplare di discodoris atromaculata, conosciuta anche come vacchetta di mare.
Ma molti altri splendidi punti immersione sono presenti intorno allíIsola díElba, luoghi che meritano altrettanto di essere visti: Capo Poro, Picchi di Pablo, Formiche della Zanca, solo per citarne alcuni; sarà un buon motivo per tornarci un altra volta e intanto mi auguro di essere riuscito a creare interesse in coloro che invece non vi sono mai stati e desiderano conoscere meglio quello che il ”mare nostrum” ci riserva di molto affascinante e che non sempre riusciamo ad apprezzare.


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