BARBADOS

Waves tour '97

Dalla Francia un classico dodici metri per crocieristi

di Pipisurfaction

Q uando Luigi Arcari e Gino Romanello, Chairmans del Windsurfing Team della UNICELI, mi proposero di effettuare per loro conto un reportage fotografico nelle isole Barbados, accettai subito con piacere sapendo che le attenzioni del mio obiettivo sarebbero state rivolte a un mio carissimo amico di Stintino (SS) Roberto Tavazzi. Ancora non sapevo che anche la plurititolata Alessandra Sensini che tutti conosciamo, sarebbe stata della allegra compagnia. Qualche tempo dopo, sempre da Luigi, venni informato che anche lei avrebbe partecipato a questo Tour e che, non avendo mai visitato questa località, si era mostrata entusiasta di conoscerla. Io, per conto mio, avevo sentito un gran parlare di Barbados da Roberto, il quale aveva partecipato anche ad una tappa del World Tour in questo sito; infatti da tempo l'isola caraibica è teatro di diversi eventi del PBA International. Devo confessare che da quel momento ero pervaso da una certa emozione la quale si era impadronita di me e che da subito mi dava la sensazione di essere investito di una responsabilità superiore alle mie capacità di lavoro. Temevo di sentirmi un intruso, con la macchina fotografica (tipo paparazzo) nella vita quotidiana di tutto il gruppo, in particolare di Alessandra che non avevo mai conosciuto prima. Alla vigilia della partenza ero dunque molto teso e pieno di dubbi ma con grande volontà di fare e fare bene...!! Fin dalla prima notte a Londra, in attesa di partire l'indomani, ho cercato con tutti i ragazzi un dialogo per rendermi conto di cosa attuare una volta arrivati a destinazione; tutti erano pieni di entusiasmo e, poco a poco, cominciavo a rilassarmi anch'io. Appena arrivati il gruppo è pronto all'azione ma la prima sessione di fotoshooting evidenzia da subito alcune lacune che vanno immediatamente eliminate. Non posso usare il mio "cannone" da terra in quanto il Reff è troppo distante. In più è necessario rendermi più visibile in acqua. Tranne Roberto, che sembra avere un PIPI-DETECTOR, Fabrizio, Gino, Luigi e Alessandra non riescono a vedermi, moltissime delle loro performances si perdono lontane anni luce dal mio obiettivo... bisogna fare qualcosa... Alessandra è una forza della natura devo averla piu' vicina per fermare i suoi movimenti... Di sera, al bar del Silver Rock Hotel, fra una birra e un panino, si discute su come risolvere il problema. Quindi, tra il serio e il faceto, decidiamo di procurarci una vernice fluorescente per verniciare il mio caschetto, gli amici si organizzano e in tempo record il lavoro è fatto: un bell'arancione fluo risalterà sulla mia testa. Ora il problema diventa un altro: mi vedono proprio tutti, e sia Roberto che Alessandra devono farsi riprendere al culmine delle loro acrobazie aeree. Fino a quando un "distrattissimo" tedesco mi centra in pieno ferendomi al fianco con la pinnetta, mi scheggia la custodia della macchina e non mi chiede neanche scusa....booh..!! Ma tutto si supera, compresi gli ostacoli meteo-marini che non sempre hanno premiato la nostra costanza e buona volontà nella realizzazione di questo servizio. Le condizioni light-wind e le onde non formatissime non hanno permesso a Roberto e Alessandra di esprimersi al meglio delle loro capacità. Nonostante tutto siamo riusciti a fare qualcosa di positivo in alcune giornate più ventose del solito, in particolare il pomerigio dell'11 di gennaio quando alle 15:30 Ale si esibisce in un Blackloop mozzafiato con un atterraggio da manuale. Ale è felice: questa manovra, che lei prova spessissimo, non le era mai riuscita così bene come in quel momento. Roberto nei giorni addietro aveva speso molto tempo con lei per farle capire l'esatto timing di questa sequenza aerea. Ale non ha fatto che mettere in pratica i consigli del suo compagno di squadra e il risultato è stato sorprendente. Da quel momento i miei due compagni di lavoro mi esaltano eseguendo in coppia, sulla stessa onda, salti di ogni tipo: Table-top, One handed, Forward e ancora Back-loop. Il rullino finisce in fretta e poco dopo non mi rimane che pinneggiare verso terra. L'unione fa la forza, tutto il gruppo ha lavorato insieme, in particolare noi tre che abbiamo passato molto tempo scambiandoci a vicenda notizie e suggerimenti. Io, per mio conto, indicando la migliore posizione da raggiungere per uno styling perfetto; loro teorizzando sull'esatta impostazione da raggiungere per compiere le manovre al meglio. Ci sono stati momenti di non facile convivenza, è normale, la ricerca della perfezione è molto difficile e stressante. Fare windsurf in assoluta libertà è assai diverso che farlo ricercando un momento da impressionare su una lastra fotografica: trovare l'onda più adatta per il salto, e surfarla al momento giusto vicino al fotografo ha codizionato un po' tutti. Fortunatamente tutta la schiera di amici che erano con noi, comprendendo lo stress al quale eravamo sottoposti, si sono prodigati a farci trascorrere delle serate in grande allegria e spensieratezza. Mario, Giampaolo, Beppe Flavio, Laura, Giorgio il mago dei travestimenti, Eddy, Luka e Giangi sono stati magnifici. Le serate all'HARBOUR LIGHTS hanno scatenato i nostri entusiasmi e insieme a loro siamo stati protagonisti anche fuori dall'acqua... che ne pensi Alex...?? La grande comunità Italiana alle Barbados ha acceso gli entusiasmi del popolo della notte barbadiana; al ritmo della danza locale tutta la vacanza si è trasformata in un grande meeting di amicizia e spirito di fratellanza. Peccato che tutto si consumi così in fretta, i giorni passano veloci e non rimane che godere dell'ultimo spettacolare "Sunset di Maicoks" sulla North Shore, con il cielo e il mare che uniti da una striscia rosso fuoco si confondono con il buio della notte. Stanchi ma felici, dopo una giornata di surf da onda ci abbandoniamo a questo stupendo spettacolo della natura che in ogni parte del pianeta fa sognare tutti gli amanti di questo sport. Non so se avrò la possibilità di ritornare su questa isola, spero soltanto che le mie foto possano testimoniare il nostro passaggio ed esaltare lo spirito di chi le guarda come è successo a me, Alessandra Roberto e tutti gli altri; o forse è solo il desiderio di fissare quegli istanti per sempre e non fermare il gioco più bello del mondo.