Torna dall'Oceania

RICCARDO GIORDANO

Due mesi fa Australia e Nuova Zelanda.....Si qualifica per i Mondiali '97 Mistral.
di Germano Scargiali
E' tornato con tanta volglia di andare in surf e subito ha stravinto la Settimana preolimpica di Genova. Riccardo Giordano è andato a "svernare" nell'altro emisfero, dove ha ritrovato la piena estate e i mari caldi. A quelle latitudini le uscite in tavola a vela continuavano a essere un divertimento, prima che un impegno. "Ho trascorso due mesi interi nel sud del Pacifico", afferma Riccardo, "e soltanto adesso, qui nella mia stupenda Mondello che certamente non ha nulla da invidiare all'Australia o alla Nuova Zelanda, mi sto concedendo una settimana di riposo, senza uscire in mare".
All'inizio dell'anno post olimpico, tanto impeto rappresenta un'eccezione nell'ambito di tutto l'ambiente velico nazionale...
"Il fatto è che, fra Australia e Nuova Zelanda, ho tanti buoni amici, mi trovo bene, godo di molta ospitalità, non ho problemi, anche se il posto è lontano. D'altro canto, c'è un cordiale rapporto di reciprocità in tutto questo. Quando giungono come ospiti qui a Mondello, e lo fanno spesso, personaggi come Kendall e McIntosh vengono accolti altrettanto bene. Quindi, perché non inseguire l'estate? E' una bella esperienza e la ripeterei chi sa quante volte".
Hai anche partecipato a molte gare, piazzandoti sempre fra i primi.
"Certamente, lì ci trovavamo in piena stagione agonistica. Però io ho considerato questi due mesi solo come un periodo di allenamento. Dalle gare non mi aspettavo nulla. Se andavo forte, tanto meglio. Così è finita che, senza neppure sfiorare momenti di stress, ho messo insieme un paio di vittorie e una serie di buoni piazzamenti".
Come andavano dunque le tue giornate?
"Per le strade di posti belli ed insoliti, prima a Sidney e poi ad Auckland, facevo tanta bicicletta. Esploravo i dintorni, insieme agli amici del luogo, che mi facevano da guida. Poi mettevo dentro, anche, tanto surf. Fino a quattro ore al giorno".
Raccontaci, anche, un po' delle gare cui hai partecipato.
"Ho iniziato con il campionato australiano, che si è svolto a Wollongong, sede di una grossa comunità italiana, non lontano da Sidney. Ho concluso al quarto posto, con vento fortissimo e mare piatto. E' stata una gara particolare in cui ho visto vincere per la prima volta il ventenne Jean Paul Tobin, astro nascente del surf neozelandese. Se continua così, potrebbe diventare il più pericoloso di tutti. Alla Sail Melbourne, una regata del calendario Isaf, ho ottenuto un bel secondo posto, con tre primi di giornata".
Qual è il dato più saliente di questo periodo?
"La settimana di allenamento che ho trascorso nella baia interna di Sidney, uscendo metodicamente in acqua con Lars Kleppich, medaglia d'argento a Barcellona. E' proprio lì che sono programmate le prossime olimpiadi. Si possono montare vari campi di regata, ma sono tutti difficilissimi. In pratica, ci si trova dentro ad una serie di fiordi. Uno di questi è quello in cui si specchia l'Opera House. I campi saranno visibilissimi, lo spettacolo non mancherà, ma il vento, spesso forte, è sempre rafficato, il mare rimane piatto, ma è pieno di misteriose correnti".
Quindi, anche le prossime olimpiadi saranno tutte da scoprire. Ma tu, già nel corso di questa tournèe, ti sei qualificati per i prossimi mondiali....
"Andiamo con ordine. Alla Sail Auckland, altra regata Isaf, sono stato terzo dietro Tobin e McIntosh e davanti a kendall. A Wellington, in una famosa long distance, denominata Harbour Blust, con grande partecipazione, tipo velalonga, sono giunto al terzo posto e primo dei Mistral. A tagliare il traguardo è stato l'austriaco Kriss Sieber. Nel campionato neozelandese, invece, ho battuto proprio Sieber e sono riuscito a vincere la gara. Tobin e McIntosh, però, erano rimasti stranamente a terra febbricitanti".
E il mondiale?
"Ho già i punti per partecipare. Si svolgerà in autunno a Perth, anzi a Freamantle, nel mare che ospitò la Coppa America. Saranno presenti anche i professionisti. Alla conclusione è prevista persino una finale overall. Insomma gli organizzatori promettono la presenza in contemporanea di tutto il surf che conta".