IL PERSONAGGIO

CARLO BRUNO
Charlie Brown

di Germano Scargiali

Una vita per una passione, una passione per la vita. Carlo Bruno sembra avere sposato questo motto - oltre alla sua bella moglie - che lo accompagna da più di vent'anni per i mari del mondo. Velista "navigato", è stato armatore dell'anno nel 1995, col suo mitico Farrpertrè, e ha collezionato negli ultimi tempi un successo agonistico dopo l'altro.

Sta bene a Carlo Bruno il nomignolo di Charlie Brown? Certamente esso dipende dalla perfetta traducibilità in inglese del suo vero nome. Così, gli amici con affetto e gli immancabili avversari con un po' di sdegno, glielo appioppano ogni tanto. Piuttosto, è vero che l'appassionato velista palermitano è uno sportivo che fa "miracoli". Il primo è quello di diventare in pochi anni un campione in uno sport difficile, iniziato per gioco ed essere subito considerato "un anziano". Tanto è vero che, nell'altura, l'essere giunto ai vertici nazionali della classifica a punti fra gli armatori, è un dato che già sembra appartenere al passato. Come tutti i veri sportivi, Carlo Bruno guarda solo al futuro. Un secondo "miracolo" è quello di avere creato e reso efficiente, praticamente dal nulla, il Vela Club Cefalù, un'impresa sempre sognata, nella piccola città ricca di storia e di turisti, talvolta tentata, ma mai portata a compimento. Altri "miracoli" si potrebbero elencare, quali quello di essere diventato, nella professione, un ottimo e "gettonatissimo" oculista senza precedenti in famiglia nella classe medica. Insomma, Carlo, il "velista matto" (d'amore per lo sport velico) non è uno qualunque. Gli altri velisti d'esperienza si dedicano spesso ai corsi d'iniziazione e perfezionamento dei neofiti, con l'intento di contribuire al budget, sempre difficile, delle loro regate. Carlo organizza corsi gratuiti, ma con una metodicità ed una frequenza che batte chi lo fa per lucro. Il suo fine è quello di creare altri velisti, di averne sempre pronti per se stesso e per gli altri equipaggi. Un bel giorno potrebbe organizzare un' intera regata solo con i suoi allievi. E Farrpertrè? É la sua barca "monstre", ma non l'unica. Non è riuscito, infatti, a separarsi del tutto dall'amata Sole di Giada, la sua barca precedente, e continua a gestirla con gli amici fratelli Cantoni, due dei suoi tanti "proseliti". Ma è facile parlare con Carlo anche delle sue vecchie barche, Bulirma e Sidharta. Quando parla di Farrpertrè, però, Carlo Bruno si fa serio, come quando si parla della sua famiglia, formata dalla moglie Giovanna, velista anche lei, dalla figlia Francesca, che ha imparato a stare al timone a 7 anni, e della piccolissima Alessandra, arrivata come una mascotte, appena da un paio d'anni. Farrpertè è un Farr 31 Ims, concepito per rientrare nella level class Ilc 302", afferma, "prima di sceglierla ho ragionato molto. Poi sono partito in quarta, perché ho capito che era il meglio che un velista come me poteva gestire". Poi ci ripensa: "É nervosa", continua, "in acqua mi ha dato ragione. Tutti i timonieri che la provano non vorrebbero separarsene. Non ha buchi, ma in poppa è fortissima. Non poco per un armamento frazionario". Carlo non dimentica la vittoria agli internazionali di Alassio, ma forse ama segretamente di più altre affermazioni, le vittorie agli invernali a Palermo ed in Sicilia, al campionato nazionale dello Ionio, il primo posto fra le barche di serie al mondiale Ilc 30 di Napoli. Carlo Bruno, attivissimo in tutta la sua giornata, in cui alterna il lavoro, la vela e la famiglia, è un notevole organizzatore. Così, vede nel team il segreto del successo in altura. Negli equipaggi ha chiamato anche velisti d'esperienza e di notevole valore, come il suo attuale primo timoniere, Maurizio D'Amico, cui si sono alternati, negli ultimi tempi, Larissa Moscalenko e Chiara Scargiali, ma, in genere, preferisce a manovra i velisti formatisi alla sua scuola personale. Così, fra quelli del suo giro, sceglie prodieri e tailers". E, tornando a Charlie Brown, come si sente lui stesso con questo nome? "Sono nato prima dell'eroe dei peanuts. Non sono un plagio. Mi piace creare, non copiare. Comunque, anche Charlie Brown, dopo tutto, è uno spirito eternamente giovane. Così, mi sta bene".